“Il pensiero che crea le disuguaglianze sembra non essersi spostato di un millimetro in questi anni”.

Questa frase tratta da un post di Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e autrice del blog Lipperatura, del 5 giugno 2014 invita alla riflessione sulle questioni di genere oggi.

Nella sua amara riflessione, Loredana evidenzia come la figura della donna nella società di oggi sia ancora vittima di violenza, pregiudizi e stereotipi.

Il “femminicidio”, che ha numeri in continua crescita in ogni parte del mondo, è diventato un argomento “mainstream” dal quale tutti, politici, intellettuali, opinionisti, comunicatori e attivisti, prendono a gran voce le distanze.

“Ma il problema, continua la Lipperini, sta nel fatto che la donna, che in occidente sembra essere arrivata ad un grado di emancipazione maggiore, rispetto ai paesi de sud del mondo, vive ogni giorno ancora una reale esclusione dai meccanismi decisionali istituzionali, dai vertici di potere, dal top management lavorativo.”

La donna vede ancora negati i diritti che possano favorire la conciliazione di tutti gli aspetti della vita lavorativa e familiare fino alla messa in discussione di diritti acquisiti come ad esempio la legge sull’aborto.

Sul tema del femminicidio, l’edizione 2013 di IF ha ospitato Maura Misiti, autrice insieme con Serena Dandini di “Ferite a Morte”, libro e, insieme, progetto comunicativo, una riflessione attenta sulle vittime e sui carnefici, sulle donne e sugli uomini, sugli stereotipi culturali e sociali con i dati scientifici alla mano.

IF 2013 ha approfondito anche il tema della figura della donna nel mondo del business e delle startup. Le possibilità di accesso in questo ambito sono le stesse per gli uomini e per le donne?

Ne hanno parlato Anna Elisabetta Ziri, Monica Mehta, Maria Teresa Cometto e Riccarda Zezza, che hanno raccontato le proprie esperienze nel mondo del business al femminile.

La conclusione a cui tutti gli interventi sono arrivati è che, per quanto negli ultimi anni le donne, specialmente nella società newyorkese, siano ai vertici di aziende e anche fondatrici delle stesse, i numeri che contiamo rispetto a questo fenomeno sono ancora decisamente esigui, soprattutto in Europa e in Italia, tra i paesi occidentali.

A questo proposito in un articolo di Wired di qualche mese fa, Giulia Annovi fa un analisi attenta sull’imprenditoria femminile portando alla luce dati  non troppo confortanti, che vedono l’Italia ultima nelle classifica Europea. La causa è data da molteplici fattori come il minor accesso alle finanze, ai corsi, al networking e alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia.

Per invertire questa tendenza l’Europa chiede, a tutti gli stati membri, politiche ad hoc in favore delle donne al fine di abbattere tutte le problematiche sopracitate. Tra gli obiettivi a breve termine c’è la produzione di un network per costruire un business al femminile attraverso il quale le neo-imprenditrici possano aumentare il proprio know-how e ricevere consigli. La Rete e la tecnologia oggi appaiono uno strumento facilitante e anche  come una possibilità lavorativa per le donne in termini di occupazione e di imprenditoria al femminile.

In Italia è stata da poco depositata in Parlamento una legge sullo smart working, che andrebbe a sostituire l’attuale legge sul telelavoro.

E’ stato stimato infatti che l’adozione di modelli di lavoro smart potrebbero aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro: una possibilità di crescita per le donne ma non solo.

Lo smartwork deve essere un’opportunità per tutti andando a modificare la logica aziendale di valutazione del lavoro non più quantificata in ore trascorse in ufficio, ma in obbiettivi raggiunti.

IF 2013 ha analizzato la figura della donna nella Rete da molteplici punti di vista in una giornata interamente dedicata, di cui potrete trovare qui tutti i contributi video.

E un’opportunità per tutti sarà anche l’edizione 2014 di Internet Festival che vedrà uomini e donne confrontarsi sulle tematiche che tanto profondamente stanno cambiando la nostra società.

 

 

Immagine da : www.workwidewomen.com

Work Wide Women è pensato per stimolare la creazione di network professionali femminili  sul territorio. E’ un luogo attraverso il quale le donne possano acquisire maggiori competenze, incontrare talenti simili e complementari al proprio, e che intende favorire lo sviluppo di un’ imprenditoria femminile in Italia.